Psicologia del lavoro: nasce la “Sindrome da amarezza cronica”

Un disturbo che viene potenziato dal crescente precariato, ''quando un individuo rimugina in continuazione sulle ingiustizie (reali e/o percepite) subite sul posto di lavoro'', tra cui ''la mancanza di prospettive lavorative''.


A parlarne e' Giovanni Fava, professore di Psicologia Clinica dell'
Università di Bologna, esperto di psicosomatica, la scienza che si occupa di studiare il rapporto tra le variabili biologiche, psicologiche e sociali nelle patologie.

''Tutte le malattie hanno una componente psicologica il cui peso relativo può variare da una malattia all'altra, da un individuo all'altro e anche da un episodio all'altro della stessa malattia nello stesso individuo'', spiega Fava. Tra le maggiori cause odierne di
stress, il posto di rilievo è occupato dalla tensione accumulata sul posto di lavoro: ''Lo stress lavorativo, in particolare se associato a mobbing, appare un elemento sempre più importante perché costituisce un carico costante sull'individuo''. (ASCA) - Roma, 29 nov -