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Accesso alle origini:

Il 25 settembre scorso la Corte costituzionale ha deciso l'illegittimità costituzionale dell'articolo 28, settimo comma, della legge 4 maggio 1983 n. 184 (Diritto del minore a una famiglia) nella parte in cui non prevede, attraverso un procedimento che assicuri la massima riservatezza, che il diritto all'anonimato espresso dalla madre alla nascita del figlio possa essere revocato, senza effetti giuridici, qualora il figlio naturale chieda di accedere alle informazioni sulle sue origini. La sentenza sarà depositata la prossima settimana.
L'anno scorso, la Corte dei diritti di Strasburgo aveva chiesto all'Italia di bilanciare il diritto all'anonimato della madre con il diritto del figlio alla propria identità perché la nostra legislazione era troppo sbilanciata in favore del primo. La Consulta, infatti, nel 2005 aveva confermato la legittimità delle norme vigenti, sostenendo che l'anonimato assoluto garantiva anche il diritto del figlio a nascere, quindi già c'era un bilanciamento. Ora la Corte ha corretto un po' il tiro, stabilendo che se il figlio chiede di accedere alle informazioni sulle proprie origini, la madre, pur conservando il diritto all'anonimato, può revocarlo. Tanto più se in gioco c'è anche il diritto alla salute del figlio e, quindi, il «diritto di vivere».

Lo vuoi? Anch’io! Ecco come si contagia il desiderio

E' una scena che abbiamo visto tutti. Il bambino A prende un giocattolo ed ecco che anche il bambino B lo vuole. Intorno ci sono altri giocattoli, ma B non è più soddisfatto: vuole quello che ha il bambino A. E' il  fenomeno del cosiddetto “desiderio imitativo”, o mimetico, per cui il desiderio di una persona imita il desiderio di un’altra. 

Il fenomeno non è limitato ai bambini; tutti abbiamo desiderato, per esempio, un nuovo cellulare quando abbiamo visto qualcun altro che lo ha. Le strategie di marketing si ispirano da sempre a questo fenomeno: hai davvero voglia di quel gelato? O sembra più buono quando l’hanno preso tutti? 

Ma la domanda è: che cosa accade nel cervello perché si generi questo sentimento? Che cosa è responsabile del desiderio imitativo?

Il desiderio imitativo è ben più del bramare qualcosa perché ce l'ha qualcun altro: è dare valore a una cosa perché qualcun altro le dà valore. Ed è abbastanza facile trasmettere il valore. Basta scrivere delle attività e le abitudini della persona A e mostrarle a B, e B inizierà a pensare che A deve aver visto qualcosa di buono in quella nuova automobile... forse potrebbe essere la sua prossima auto...

Che cosa c'è dietro questo contagio dei desideri? Gli autori di un nuovo studio (Lebreton et al., Your Goal Is Mine: Unraveling Mimetic Desires in the Human Brain, in "The Journal of Neuroscience", 2012.) hanno esaminato  due aree cerebrali negli esseri umani: il sistema dei neuroni specchio e quello che chiamano "sistema di valutazione". 

Il sistema dei neuroni specchio è composto da due parti, i lobuli parietali e le aree premotorie (dove vanno i segnali motori prima di raggiungere l’area del controllo motorio vera e propria, che innesca il  movimento muscolare). I neuroni di queste aree si attivano in due situazioni: quando si sta eseguendo un'azione, e quando si vede un altro eseguire un'azione. E’ detto sistema dei neuroni specchio, perché "rispecchia" il comportamento altrui.

Il secondo sistema, il "sistema di valutazione", si sovrappone in notevole misura alle aree della ricompensa, incluso il corpo striato e la corteccia mediale prefrontale. Si tratta di settori che contribuiscono a determinare il valore di un certo elemento (per esempio, se foste un topo, un pezzo di formaggio rispetto a cinque), e agire di conseguenza.

Lebreton e colleghi hanno ipotizzato che questi sistemi possano essere in collegamento nel desiderio imitativo.

 

(tratto da: www.lescienze.it)

I consigli per accompagnare i figli nell'affrontare il divorzio dei genitori

(DIRE - Notiziario minori) Roma, 26 giu. - Quando l'amore tra genitori finisce, la famiglia diventa l'ambiente meno confortante: i due genitori litigano, non si parlano e l'atmosfera, di giorno in giorno, e' sempre piu' pesante. In questi casi la separazione e' spesso l'unica strada percorribile per ridare serenita' all'intero nucleo famigliare. "Sono soprattutto i figli che, senza alcuna colpa, soffrono le conseguenze maggiori di una separazione- sostiene il Dottor Leo Venturelli, pediatra della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)- e sono loro che subiscono il danno psicologico piu' rilevante a seguito di questo cambiamento. Molti punti di riferimento, indispensabili per una crescita equilibrata, vengono a mancare e spesso i bambini, sentendosi responsabili del fallimento dei loro genitori, sperano di poter contribuire a rimettere in sesto la situazione. Per limitare il piu' possibile gli effetti di questo dramma, e' importante rassicurare i propri figli ed essere chiari fin da subito sui cambiamenti futuri, mantenendo con loro un rapporto costante e tranquillo, nel tempo".

Le reazioni del bambino e del ragazzo possono essere diverse a seconda dell'eta'. Proprio per aiutare i genitori ad affrontare questo delicato momento, i pediatri della Sipps hanno osservato gli errori piu' frequenti che si compiono durante la separazione ed hanno suggerito cio' che essi possono fare per evitare di compromettere la crescita serena ed equilibrata dei propri figli. - Stimolatelo ad esprimere i suoi pensieri rispetto alla separazione dei genitori: i bambini soffrono della separazione dei genitori e, quindi, possono diventare ansiosi, irritabili e depressi. Piangere senza motivo, avere dolori allo stomaco, soffrire di insonnia, andar male a scuola, comportarsi in modo aggressivo: questi sono alcuni dei segnali tipici del momento difficile che il bambino sta attraversando; aiutatelo a rendere espliciti questi problemi, a parlarvene, anche se voi stessi siete nello stesso stato d'animo. Spiegategli che lui non e' responsabile della separazione, in modo da non creargli falsi sensi di colpa. Potreste chiedere agli insegnanti di stimolare un dibattito a scuola: se in classe ci sono altri bambini nelle stesse condizioni, vostro figlio si sentirebbe meno isolato e si vergognerebbe di meno.


- Evitate giudizi (negativi) sul partner e lasciate che il bambino nutra lo stesso affetto per entrambi i genitori: parlategli dei lati buoni dell'altro genitore, anche a costo di reprimere i vostri sentimenti di rabbia; evitate di svalutare o screditare il coniuge, non costringete il bambino a prendere posizione in vostro favore: lo mettereste in crisi e gli provochereste maggiore stress. Vostro figlio ha bisogno di essere amato da entrambi, anche se voi personalmente non siete d'accordo.


- Non mettetevi a litigare in modo violento in sua presenza: i bambini, specie figli di divorziati, si agitano e si preoccupano se vedono i genitori litigare violentemente. Cercate di non alzare la voce in modo eccessivo in loro presenza e di non lanciarvi improperi reciprocamente.


- Spiegategli che il divorzio e' una cosa definitiva: molti bambini credono di poter far riconciliare i genitori e si illudono che la separazione sia solo temporanea; mettete in chiaro che il divorzio e' una cosa definitiva; cercate di essere realisti in modo da non dare adito a illusioni. Cosi' il bambino superera' meglio questi momenti critici.


- Fate in modo, nei limiti del possibile, che il bambino viva nella casa di sempre: la possibilita' di rimanere in un luogo conosciuto e' molto importante per vostro figlio; se dovete trasferirvi, cercate di trovare casa nelle vicinanze, o almeno di non staccarlo dal suo ambiente, in modo da fargli continuare la stessa scuola e frequentare i soliti amici: meno cambiamenti dovra' affrontare nella vita quotidiana, piu' riuscira' a superare lo stress del divorzio.


- Cercate di consolare il vostro bambino, dimostrandogli entrambi affetto: dite a vostro figlio che l'unica cosa che e' sicura e' l'amore che entrambi avete per lui, anche se tra voi genitori litigate molto spesso o non siete piu' felici; se il bambino e' sotto i 6 anni, cercate di coccolarlo comunque in piu' occasioni. Il bambino ha ancora bisogno di percepire emozioni positive dal contatto diretto con mamma e papa'.


- Concedete a vostro figlio di vedere regolarmente il genitore separato: il bambino ha bisogno sia della madre, che del padre: il divorzio viene vissuto come una situazione in cui un genitore lo abbandona; evitate che questo succeda, dando la possibilita' all'altro coniuge di passare adeguati periodi di tempo con vostro figlio. Tali momenti dovrebbero essere regolari, ogni 1 o 2 settimane, e dovrebbero durare un'intera giornata in modo da permettere un contatto piu' lungo e costruttivo tra bimbo e genitore. Rispettate le scadenze delle visite, per non deludere le sue aspettative; dategli anche la possibilita' di telefonare all'altro genitore quando lo desidera, fornendogli il numero di telefono. Se uno dei due genitori sparisce dalla circolazione e non si fa piu' vedere, cercate di trovare una figura sostitutiva dello stesso sesso del genitore che se ne e' andato. Un vostro fratello, una sorella o il vostro nuovo partner dovrebbero essere coinvolti per aiutarvi in questo.


- Non siate troppo indulgenti, mantenete le stesse regole di sempre: se il bambino e' stato abituato a delle regole, cercate di essere coerenti anche se siete separati; evitate eccessiva indulgenza nei suoi confronti, non concedetegli facili privilegi, evitate di attirarlo dalla vostra parte con regalini o concessioni. Aumenterebbero il suo disorientamento e rischiereste di viziarlo.


- Fatevi aiutare dai nonni: spesso la famiglia di origine e' una risorsa importante da mettere in campo quando si rimane soli con un bambino e mancano aiuti economici e morali, ma dovete sempre rimanere voi i responsabili della disciplina e del comportamento del bambino, in quanto i nonni potrebbero essere troppo permissivi o viziare il nipote. Evitate poi che parlino delle vostre situazioni coniugali o facciano commenti sul vostro partner separato davanti al bambino, sempre molto sensibile a tutto quello che si racconta in casa

tratto da "Direnews"

Ikikomori: una nuova sindrome degli adolescenti italiani

Dopo anoressia e bulimia, a far preoccupare genitori e specialisti e' ora la sindrome degli 'ikikomori': niente scuola, ne' amici, centinaia di teenager italiani si chiudono in camera. Il loro unico contatto con l'esterno e' il computer. Ma e' un rapporto solo virtuale fatto di identita' multiple, tra social network e videogiochi on- line.
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Molto forte, incredibilmente vicino: l'ultimo film di Stephen Daldry


Un ragazzino di New York, Oscar Schell, riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”. È l’11 settembre 2001. Tra gli oggetti del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave. Si aggrappa a questi due elementi per riallacciare il rapporto troncato dalla catastrofe e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia, così, un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black, un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta alle sue tante domande

Conclusa la ricerca sul disagio post- traumatico dei minori aquilani.

A tre anni dal terremoto del 2009, la ricerca promossa dall’Università degli Studi di L’Aquila con la direzione scientifica del prof. Enzo Sechi, il coordinamento della dott.ssa Lorena Mattei ed il finanziamento del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile si è conclusa con dei risultati interessanti nel campo delle psico-traumatologie post-traumatiche in età evolutiva.

I dati emersi, saranno discussi e presentati nel congresso internazionale che si svolgerà proprio a L’Aquila nella prima metà del 2013 e che riunirà ad uno stesso tavolo i più  importanti esperti internazionali del settore, con i quali si discuteranno i punti del nascendo “Protocollo nazionale per la gestione psicologica ed il trattamento clinico dei minori in emergenza” in corso di elaborazione dalla cattedra di Neuropsichiatrai Infantile dell’Università di L’Aquila in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private che hanno fornito supporto e sostegno al progetto scientifico in tutto il periodo dell’emergenza. 

La ricerca dal titolo: “ A.t.A.b. (acronimo di Ambiente terra. Ambiente bambino). Dalla gestione dell’emergenza,alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post-traumatico nei minori aquilani” è stata condotta su 2 livelli: clinico e sociale , in un arco di tempo di tre anni ...

Tratto da: "ordinepsicologiabruzzo.it" - leggi il comunicato stampa 

Consigli di lettura






"DISEGNO I MIEI PENSIERI.

IL MIO MONDO E"UN ARCOBALENO DI COLORI.
I COLORI SONO I MIEI UMORI E LE PAROLE CHE NON RIESCO A DIRE."






L'amore di un padre per il figlio autistico,che prevale sulla sofferenza, sulle paure per un futuro e destino segnato. Un racconto bellissimo e vero che segna il lettore e lo trasporta in un viaggio intorno al mondo, in grado di trasformare la prospettiva con cui si guarda il mondo e si da un senso alla propria vita.