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I consigli per accompagnare i figli nell'affrontare il divorzio dei genitori

(DIRE - Notiziario minori) Roma, 26 giu. - Quando l'amore tra genitori finisce, la famiglia diventa l'ambiente meno confortante: i due genitori litigano, non si parlano e l'atmosfera, di giorno in giorno, e' sempre piu' pesante. In questi casi la separazione e' spesso l'unica strada percorribile per ridare serenita' all'intero nucleo famigliare. "Sono soprattutto i figli che, senza alcuna colpa, soffrono le conseguenze maggiori di una separazione- sostiene il Dottor Leo Venturelli, pediatra della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)- e sono loro che subiscono il danno psicologico piu' rilevante a seguito di questo cambiamento. Molti punti di riferimento, indispensabili per una crescita equilibrata, vengono a mancare e spesso i bambini, sentendosi responsabili del fallimento dei loro genitori, sperano di poter contribuire a rimettere in sesto la situazione. Per limitare il piu' possibile gli effetti di questo dramma, e' importante rassicurare i propri figli ed essere chiari fin da subito sui cambiamenti futuri, mantenendo con loro un rapporto costante e tranquillo, nel tempo".

Le reazioni del bambino e del ragazzo possono essere diverse a seconda dell'eta'. Proprio per aiutare i genitori ad affrontare questo delicato momento, i pediatri della Sipps hanno osservato gli errori piu' frequenti che si compiono durante la separazione ed hanno suggerito cio' che essi possono fare per evitare di compromettere la crescita serena ed equilibrata dei propri figli. - Stimolatelo ad esprimere i suoi pensieri rispetto alla separazione dei genitori: i bambini soffrono della separazione dei genitori e, quindi, possono diventare ansiosi, irritabili e depressi. Piangere senza motivo, avere dolori allo stomaco, soffrire di insonnia, andar male a scuola, comportarsi in modo aggressivo: questi sono alcuni dei segnali tipici del momento difficile che il bambino sta attraversando; aiutatelo a rendere espliciti questi problemi, a parlarvene, anche se voi stessi siete nello stesso stato d'animo. Spiegategli che lui non e' responsabile della separazione, in modo da non creargli falsi sensi di colpa. Potreste chiedere agli insegnanti di stimolare un dibattito a scuola: se in classe ci sono altri bambini nelle stesse condizioni, vostro figlio si sentirebbe meno isolato e si vergognerebbe di meno.


- Evitate giudizi (negativi) sul partner e lasciate che il bambino nutra lo stesso affetto per entrambi i genitori: parlategli dei lati buoni dell'altro genitore, anche a costo di reprimere i vostri sentimenti di rabbia; evitate di svalutare o screditare il coniuge, non costringete il bambino a prendere posizione in vostro favore: lo mettereste in crisi e gli provochereste maggiore stress. Vostro figlio ha bisogno di essere amato da entrambi, anche se voi personalmente non siete d'accordo.


- Non mettetevi a litigare in modo violento in sua presenza: i bambini, specie figli di divorziati, si agitano e si preoccupano se vedono i genitori litigare violentemente. Cercate di non alzare la voce in modo eccessivo in loro presenza e di non lanciarvi improperi reciprocamente.


- Spiegategli che il divorzio e' una cosa definitiva: molti bambini credono di poter far riconciliare i genitori e si illudono che la separazione sia solo temporanea; mettete in chiaro che il divorzio e' una cosa definitiva; cercate di essere realisti in modo da non dare adito a illusioni. Cosi' il bambino superera' meglio questi momenti critici.


- Fate in modo, nei limiti del possibile, che il bambino viva nella casa di sempre: la possibilita' di rimanere in un luogo conosciuto e' molto importante per vostro figlio; se dovete trasferirvi, cercate di trovare casa nelle vicinanze, o almeno di non staccarlo dal suo ambiente, in modo da fargli continuare la stessa scuola e frequentare i soliti amici: meno cambiamenti dovra' affrontare nella vita quotidiana, piu' riuscira' a superare lo stress del divorzio.


- Cercate di consolare il vostro bambino, dimostrandogli entrambi affetto: dite a vostro figlio che l'unica cosa che e' sicura e' l'amore che entrambi avete per lui, anche se tra voi genitori litigate molto spesso o non siete piu' felici; se il bambino e' sotto i 6 anni, cercate di coccolarlo comunque in piu' occasioni. Il bambino ha ancora bisogno di percepire emozioni positive dal contatto diretto con mamma e papa'.


- Concedete a vostro figlio di vedere regolarmente il genitore separato: il bambino ha bisogno sia della madre, che del padre: il divorzio viene vissuto come una situazione in cui un genitore lo abbandona; evitate che questo succeda, dando la possibilita' all'altro coniuge di passare adeguati periodi di tempo con vostro figlio. Tali momenti dovrebbero essere regolari, ogni 1 o 2 settimane, e dovrebbero durare un'intera giornata in modo da permettere un contatto piu' lungo e costruttivo tra bimbo e genitore. Rispettate le scadenze delle visite, per non deludere le sue aspettative; dategli anche la possibilita' di telefonare all'altro genitore quando lo desidera, fornendogli il numero di telefono. Se uno dei due genitori sparisce dalla circolazione e non si fa piu' vedere, cercate di trovare una figura sostitutiva dello stesso sesso del genitore che se ne e' andato. Un vostro fratello, una sorella o il vostro nuovo partner dovrebbero essere coinvolti per aiutarvi in questo.


- Non siate troppo indulgenti, mantenete le stesse regole di sempre: se il bambino e' stato abituato a delle regole, cercate di essere coerenti anche se siete separati; evitate eccessiva indulgenza nei suoi confronti, non concedetegli facili privilegi, evitate di attirarlo dalla vostra parte con regalini o concessioni. Aumenterebbero il suo disorientamento e rischiereste di viziarlo.


- Fatevi aiutare dai nonni: spesso la famiglia di origine e' una risorsa importante da mettere in campo quando si rimane soli con un bambino e mancano aiuti economici e morali, ma dovete sempre rimanere voi i responsabili della disciplina e del comportamento del bambino, in quanto i nonni potrebbero essere troppo permissivi o viziare il nipote. Evitate poi che parlino delle vostre situazioni coniugali o facciano commenti sul vostro partner separato davanti al bambino, sempre molto sensibile a tutto quello che si racconta in casa

tratto da "Direnews"

Ikikomori: una nuova sindrome degli adolescenti italiani

Dopo anoressia e bulimia, a far preoccupare genitori e specialisti e' ora la sindrome degli 'ikikomori': niente scuola, ne' amici, centinaia di teenager italiani si chiudono in camera. Il loro unico contatto con l'esterno e' il computer. Ma e' un rapporto solo virtuale fatto di identita' multiple, tra social network e videogiochi on- line.
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Molto forte, incredibilmente vicino: l'ultimo film di Stephen Daldry


Un ragazzino di New York, Oscar Schell, riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”. È l’11 settembre 2001. Tra gli oggetti del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave. Si aggrappa a questi due elementi per riallacciare il rapporto troncato dalla catastrofe e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia, così, un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black, un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta alle sue tante domande

Conclusa la ricerca sul disagio post- traumatico dei minori aquilani.

A tre anni dal terremoto del 2009, la ricerca promossa dall’Università degli Studi di L’Aquila con la direzione scientifica del prof. Enzo Sechi, il coordinamento della dott.ssa Lorena Mattei ed il finanziamento del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile si è conclusa con dei risultati interessanti nel campo delle psico-traumatologie post-traumatiche in età evolutiva.

I dati emersi, saranno discussi e presentati nel congresso internazionale che si svolgerà proprio a L’Aquila nella prima metà del 2013 e che riunirà ad uno stesso tavolo i più  importanti esperti internazionali del settore, con i quali si discuteranno i punti del nascendo “Protocollo nazionale per la gestione psicologica ed il trattamento clinico dei minori in emergenza” in corso di elaborazione dalla cattedra di Neuropsichiatrai Infantile dell’Università di L’Aquila in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private che hanno fornito supporto e sostegno al progetto scientifico in tutto il periodo dell’emergenza. 

La ricerca dal titolo: “ A.t.A.b. (acronimo di Ambiente terra. Ambiente bambino). Dalla gestione dell’emergenza,alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post-traumatico nei minori aquilani” è stata condotta su 2 livelli: clinico e sociale , in un arco di tempo di tre anni ...

Tratto da: "ordinepsicologiabruzzo.it" - leggi il comunicato stampa 

Consigli di lettura






"DISEGNO I MIEI PENSIERI.

IL MIO MONDO E"UN ARCOBALENO DI COLORI.
I COLORI SONO I MIEI UMORI E LE PAROLE CHE NON RIESCO A DIRE."






L'amore di un padre per il figlio autistico,che prevale sulla sofferenza, sulle paure per un futuro e destino segnato. Un racconto bellissimo e vero che segna il lettore e lo trasporta in un viaggio intorno al mondo, in grado di trasformare la prospettiva con cui si guarda il mondo e si da un senso alla propria vita.

Le nuove frontiere dell'educazione: imparare giocando!

Un'articolo interessante di P. legore apparso su panorama il 18.04.2012

"Impugnate il joystick, vi muovete in un ambiente virtuale dove incontrate vari personaggi e quando appare la scritta «Game over» vi rendete conto di avere imparato, senza sforzo e senza annoiarvi, a condurre una trattativa commerciale, di sa-pere tutto sull'urbanistica dell'antica Roma, di avere capito come si fa il parlamentare europeo. Benvenuti nel mondo dei serious game, i videogiochi con fini educativi, dall'insegnamento scolastico all'educazione ambientale, alla formazione professionale, commerciale e militare. Fenomeno destinato a crescere da 1,5 miliardi di euro di fatturato mondiale nel2010 a10,2 miliardi nel 2015 (le stime sono della società di analisi iDate).

Nelle scuole italiane i serious game stan-no (finalmente) arrivando. Le linee guida dell'iniziativa «Editoria digitale scolastica» del Miur, varate a fine 2011, raccomandano di «incrementare l'apprendimento attivo con ambienti immersivi tridimensionali con in-tegrate attività ludiche». A stimolare gli sforzi di digitalizzazione è l'European schoolnet, rete europea dei ministeri dell'Istruzione.

Se è vero che noi italiani li utilizziamo ancora poco, siamo invece avanti nella loro produzione: aziende come la milanese I-Maginary e la bolognese Ticonblu sono ben presenti sul mercato internazionale; e l'Università di Genova coordina il network europeo Game and leaming alliance (Gala) lanciato dall'Ue nel 2010 e finanziato con 5 milioni di curo.

Fra i titoli che hanno più successo c è Come se della Ticonblu, che simula la vita quotidiana così come viene percepita da chi è affetto da dislessia: in questo modo i bambini imparano a mettersi nei panni dei loro compagni con questo disturbo dell'apprendimento. La Ticonblu produce altri due serious game: il tridimensionale The invisible hard, investigazione interattiva che parte da un prodotto scelto negli scaffali del supermercato fino al luogo di produ-zione, per esempio le piantagioni africane; e il simulatore Guida7is, usato da oltre 50 scuole guida in Emilia-Romagna e diverse cooperative sociali che curano progetti di educazione stradale nelle scuole.

Nel gioco I-Maginary ci si immedesima in un robot alieno inviato sulla Terra in uri a-zienda dove sotto le vesti di un dipendente, deve capire come lavorano gli umani (in particolare: lavoro di gruppo, comunicazio-ne, negoziazione), per poi impadronirsi del pianeta. Il videogioco fa parte del progetto europeo Modes che vuole facilitare l'incontro tra università e mondo delle imprese.

Se in Italia l'inventiva non manca, a utilizzare in modo convinto i videogiochi educativi èla Francia, grazie a ricchi sussidi governativi. L'anno scorso il presidente Nico-las Sarkozy ha stanziato 30 milioni di euro per lo sviluppo di serious game nella scuola. E si gioca «seriamente» anche nel mondo dei lavoro:la Renaultli usa per aiutare gli impiegati commerciali a potenziare abilità di relazione e condurre in porto una vendita.

Uno dei produttori europei più innova-tivi è la società olandese Xmediaworks. Il suo gioco SharkWorld (Mondo di squali), insegna il mestiere del project manager: il giocatore si immerge in un ambientevirtuale dove deve sviluppare un progetto in tempo reale fronteggiando imprevisti e problemi. C'è spazio anche per chi aspira alla profes-sione politica: con Battle of the laws, sempre Xmediaworks, si impara a formare un partito e ad arrivare al Parlamento europeo, dove si dovrà convincere gli altri per ottenere vantaggi per il proprio paese

«La nuova generazione, quella dei nativi digitali, è più adatta a questi strumenti che agli insegnamenti tradizionali» commenta Alessandro De Gloria, docente di ingegneria nell'Università di Genova e coordinatore della rete Gala. «Del resto i serious game permettono di imparare in modo induttivo, ossia dal particolare al generale, proprio come si fa con i programmi al computer e con tutte le nuove tecnologie»"

Apprendimento e adolescenza: se gli adolescenti memorizzano più lentamente è colpa di un recettore.

Imparare nuove nozioni durante l`adolescenza risulta più faticoso a causa di un recettore cerebrale che disturba il processo di apprendimento. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Science dai ricercatori della State University of New York (Usa).

Lo studio dimostra che oltre a fattori - come l`innamoramento e il pensare all`altro sesso- che possono contribuire a "distrarre" gli adolescenti dal compito di acquisire nuove informazioni, esistono dei meccanismi cerebrali specifici dell`apprendimento che cambiano durante la pubertà e rendono difficile imparare nuove cose.

Durante la ricerca gli scienziati hanno testato la capacità di apprendimento di un gruppo di topi di diversa età che dovevano imparare a evitare delle lievi scosse elettriche. Dallo studio è emerso che i roditori "adolescenti" memorizzavano molto più lentamente le nuove informazioni rispetto a quelli più giovani.

La causa di questo "apprendimento ritardato" sarebbe da imputare all`azione del recettore GABAR che si attiva durante la pubertà e regola un neurotrasmettitore che interferisce con l`acquisizione di nuove conoscenze.

Tuttavia gli studiosi hanno scoperto che uno steroide dello stress chiamato THP sarebbe in grado di smorzare gli effetti del recettore e potenziare l`apprendimento.