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La condizione psicologica della mamma ha effetti sullo sviluppo del feto?

Alcune ricercatrici della California-Irvine University hanno sottoposto a visite periodiche diverse donne in stato di gravidanza per accertare la presenza o meno di stati depressivi ed hanno osservato i loro bambini, al fine di valutarne lo stato di sviluppo successivo alla nascita.

Lo studio rivela che lo stato psicologico della mamma può avere pesanti effetti sullo sviluppo del feto.

Il feto che cresce nel grembo materno, infatti, è in dialogo costante con la madre attraverso una serie di segnali chimici che passano tramite la placenta

La cosa davvero sorprendente che lo studio mette in luce è che il fattore più importante per lo sviluppo dei piccoli, oltre alla condizione psicologica in cui versa la mamma, sembrerebbe essere la coerenza fra quello che era lo stato psicologico della mamma prima del parto e quello dopo il parto.

I bimbi che stavano meglio erano quelli che avevano avuto mamme in buona condizione psicologica sia prima che dopo la nascita del piccolo e quelli le cui madri erano state depresse prima del parto e che lo erano anche dopo. In altre parole, ciò che rallenta lo sviluppo del bambino è il mutare delle condizioni nei periodi precedenti e posteriori alla sua venuta al mondo.

Psicologia del lavoro: nasce la “Sindrome da amarezza cronica”

Un disturbo che viene potenziato dal crescente precariato, ''quando un individuo rimugina in continuazione sulle ingiustizie (reali e/o percepite) subite sul posto di lavoro'', tra cui ''la mancanza di prospettive lavorative''.


A parlarne e' Giovanni Fava, professore di Psicologia Clinica dell'
Università di Bologna, esperto di psicosomatica, la scienza che si occupa di studiare il rapporto tra le variabili biologiche, psicologiche e sociali nelle patologie.

''Tutte le malattie hanno una componente psicologica il cui peso relativo può variare da una malattia all'altra, da un individuo all'altro e anche da un episodio all'altro della stessa malattia nello stesso individuo'', spiega Fava. Tra le maggiori cause odierne di
stress, il posto di rilievo è occupato dalla tensione accumulata sul posto di lavoro: ''Lo stress lavorativo, in particolare se associato a mobbing, appare un elemento sempre più importante perché costituisce un carico costante sull'individuo''. (ASCA) - Roma, 29 nov -