Anoressia nervosa

[…] il lavandino dell’ufficio è intasato per quanto vomito.
Rito quotidiano. Più volte al giorno.
Getto ciò che non mi piace di me, della mia famiglia, del mondo.
Vomito la mia anima e provo a riacchiapparne la mia essenza pura e bianca.
Continuamente, il solo e unico pensiero.
Nel mio cervello monopolizzato dalla malattia, c’è poco spazio per il resto.
I buchi vuoti non sono liberi, sono vuoti; voragini.
[…] Gli occhi incollati al buco della serratura, capite?
Lo capite?
Spia i rituali di purificazione della figlia che si prepara a morire.
Muta, fuori la porta del bagno. Guarda,, sta lì, quasi non respira. Una madre.
[…] la madre si allontana, fingerà di non avere visto nulla, di non sapere; omertà.

(da Nicoletta Tangheri, “Il rumore dei miei passi. Una storia vera di anoressia”)

 

E’ il disturbo alimentare specifico dell’adolescenza, 1 ragazza su 100 ed 1 ragazzo su mille lo sviluppa all’inizio della pubertà od ai 16-17 anni quando è più forte l’impulso a “staccarsi” dall’ambiente familiare. Uno dei vissuti più angoscianti delle ragazze anoressiche o bulimiche, è legato- ancora una volta- ad una errata percezione del proprio corpo, che viene vissuto come sgradevole e perennemente inadeguato.

Il corpo è il precipitato concreto dell’inadeguatezza rispetto al proprio ideale, in altre parole rispetto a ciò che si “vorrebbe essere”.

Adolescenti attive, brillanti ed intraprendenti improvvisamente si chiudono in loro stesse, divenendo irritabili ed iniziano a dimagrire in maniera esagerata. Spesso si è ossessionati dal peso corporeo, dai chili e dall’aspetto fisico, praticano freneticamente attività sportive e arrivano a raggiungere il 50% del loro peso ideale. In poco tempo scompare anche il ciclo mestruale. Intrappolate in un processo che non riescono più a controllare le anoressiche non vedono la gravità del loro stato fisico e non se ne preoccupano.

Nella loro vita tutto è controllato e dominato, si sfiniscono di lavoro, rifiutano di riposare e sembrano terrorizzate da tutto ciò che potrebbe arrecare piacere.

Ben presto l’anoressia si accompagna a gravi conseguenze psicologiche: il regime costrittivo imposto al corpo si estende all’insieme degli interessi e della vita affettiva che a mano a mano si impoveriscono.

Per evitare la confusione passata dove le anoressiche con crisi bulimiche avevano la doppia diagnosi di anoressia nervosa e bulimia nervosa, il DSM IV ha distinto due sottogruppi diagnostici:

- Sottotipo con restrizioni

(la diminuzione di peso è ottenuta solo con la riduzione dell'apporto alimentare ed, eventualmente, con iperattività fisica; ha prognosi più favorevole; è caratterizzato da un atteggiamento ipercompiacente, ostinato, perfezionista e dalla presenza di sintomi ossessivo-compulsivi)

 

- Sottotipo con abbuffate/condotte di eliminazione

(si presentano, indipendentemente o in associazione, crisi bulimiche, vomito autoindotto, abuso di lassativi e diuretici; caratterizzato da maggior impulsività, frequente familiarità psichiatrica in particolare quelli dello spettro depressivo e riporta più spesso una storia di tentativi di suicidio).

 

I criteri del DSM IV, per una valutazione della presenza di questo disturbo sono:

A) Il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e la statura.

B) La paura di acquistare peso o ingrassare, anche quando si è sottopeso.

C) L’alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità del sottopeso.

D) Nelle donne dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi