Sopravvivere all’adolescenza

Non lo riconosco più…una volta era educato, ordinato, si interessava alle cose…ora è completamente diverso, sembra un altro”

Mia figlia era aperta, espansiva, si confidava con me…ora è silenziosa, musona, non mi dice più nulla, mentre passa ore ed ore al telefono parlando con le sue amiche”

Non so dove ho sbagliato… prima riuscivo a farmi obbedire…ora quando parlo, sbuffa!”

 

Un figlio adolescente con tutte le sue trasformazioni mette in profonda discussione la funzione genitoriale. Il rapporto genitori - figlio adolescente diventa il luogo di scambi emotivi intensi e conflittuali. Questi “terribili” adolescenti che si lamentano del peso dei genitori in un miscuglio di sfida e di dipendenza, hanno bisogno di essere riconosciuti nelle nuove potenzialità e nei nuovi bisogni senza che i genitori abdichino a loro stessi, annullando la distanza generazionale.

Come ci ricorda Winnicottt: “Genitori sufficientemente buoni sono quelli necessari ai bambini piccoli e grandi… Per essere coerenti, oltre che prevedibili noi (genitori) dobbiamo essere noi stessi. Se ci comportiamo così i nostri figli riusciranno a conoscerci. Se invece recitiamo una parte verremo sicuramente scoperti non appena ci sorprenderanno senza il trucco”.

Il compito dei genitori è quello di tenere duro nel ruolo parentale e vivere consapevolmente il proprio e l’altrui disorientamento. Entrambi, genitori e figlio, sono in ansia; entrambi manifestano le loro difficoltà; entrambi hanno la necessità di trasformare il proprio rapporto da adulto-bambino ad adulto-adulto.

Non ci sono risposte facili o formule precostituite che possano essere date ai genitori.

Mi auguro, tuttavia, che le indicazioni qui fornite possano aiutare i genitori - sostenendoli nella fiducia dell’importanza del loro ruolo - a seguire l’evoluzione dei loro ragazzi, mantenendo con loro un rapporto costruttivo, riuscendo, così, a sopravvivere alle sfide dell’adolescenza.